Spettacoli Adulti 2018-06-26T22:47:31+00:00

HO.ME

Spettacolo che ha debuttato il 17 settembre 2016 a Milano.
Vincitore nel 2016 della III Edizione del Bando AMAPOLA R-esistenze Creative della FE – Fabbrica dell’Esperienza, e nel giugno 2018  la giuria del Premio Hystrio – Scritture di Scena 2018, in collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe, ha attribuito la segnalazione Beyond Borders? alla drammaturgia di Valentina Gamna.
Ha aperto la rassegna Mutaverso Teatro il 20 gennaio 2017 a Salerno.
Il 4 maggio 2017 ad Avellino all’Auditorium del Conservatorio “Domenico Cimarosa” e il 14 maggio 2017 Heidelberg (Germania) per il KulturFestival Italia.

In collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe la giuria ha poi attribuito la segnalazione Beyond Borders?, a Mai Home di Valentina Gamna, per la delicatezza di un linguaggio intessuto di una simbologia antica ma sempre ancorato alla concretezza di azioni minime. Un testo che sa intercettare le urgenze del nostro contemporaneo e in cui il tema del confine diventa possibilità di relazione prima ancora che spazio di separazione.

Una città affacciata sul mare, una collina da cui si avvistano balene, mucchi di scarpe senza più padrone e una vicina che se ne va in giro con un fucile carico. Questa è la vita delle due sorelle di HO.ME. Una vita fatta di certezze e di divieti mossi da un atavico terrore nei confronti di tutto ciò che è diverso. Un
giorno, però, dal mare arriva una straniera.
HO.ME racconta di come l’uomo, in un mondo sempre più ostile, tenti di proteggersi da una fine che sente imminente. I personaggi di HO.ME inventano stratagemmi per sentirsi più sicuri e, così facendo, diventano ogni giorno più soli.
Trattengono le redini con forza quando invece basterebbe solo lasciarsi andare, lasciar andare.
Valentina Gamna

SINOSSI

La casa sostiene l’uomo, protegge la sua incolumità dalle bufere del cielo e da quelle della vita. Le porte sempre sprangate, però, si possono dimenticare aperte. E
allora qualcuno può arrivare, dal mare, dopo un lungo viaggio. Chi viene da fuori è per sua natura diverso, sbagliato. Bisogna educarlo, bisogna insegnargli a stare al mondo.
E presto ci confonde: chi è chi? Quali sono le regole che avevamo stabilito e alle quali ci eravamo aggrappati?
Nell’incontro con l’altro crollano i muri e ci si accorge, stupiti, che la casa è, prima di tutto, corpo e anima.

SCHEDA TECNICA E ARTISTICA

Da un’idea di Martha Festa
Drammaturgia: Valentina Gamna
Regia: Massimiliano Foà
Attori: Martha Festa, Rossella Massari, Francesca Niespolo, Arianna Ricciardi
Durata: 60 minuti
Sonorizzazioni e Musiche originali: Massimo Cordovani
Costumi: Simonetta Ricciarelli
Elementi scenografici e disegno luci: Maurizio Iannino
Attacco elettrico di palcoscenico: carico necessario kw 15 trifase + neutro
Misure palcoscenico: mt. 8,00 per mt. 6,00
Montaggio e smontaggio: Il montaggio ha una durata di circa 3 ore. Si richiede il personale tecnico per il montaggio e lo smontaggio.
Tecniche usate: Teatro d’attore
Utenza: per tutti, dai 14 anni
Esigenze Tecniche: lo spettacolo prevede la presenza di una scala; è opportuno che il teatro sia riscaldato a partire dall’inizio del montaggio. Si richiede preventivamente una comunicazione in merito alle condizioni di scarico per valutare ulteriori eventuali necessità (isole pedonali, orari ZTL, parcheggi, rampe per il palcoscenico, montacarichi, scalinate, etc.)

Per il servizio VV.FF. vi informiamo che si accenderanno diversi FIAMMIFERI e n. 2 candele per esigenze di scena; sarà sparato un colpo di fucile a salve.
Si richiede l’utilizzo dei seguenti materiali:
• n. 8 spot 1Kw con bandiere, ganci, cordino di sicurezza
• 3 Sagomatori 50°, con ganci e cordino di sicurezza
• Consolle luci 12 canali
• Impianto audio adeguato alla sala
• Mixer
• Lettore CD

La Matassa

Liberamente tratto da Filumena Marturano

Domenico e Filumena sono due persone che hanno vissuto la loro vita.

Domenico ha cinquantadue anni e Filumena quarantotto. Hanno vissuto insieme venticinque anni.

Due coscienze che cercano di comprendere il perché delle loro scelte. Due persone non tanto diverse fra loro che sono legate da un filo sottile, quello dei ricordi e della nostalgia. Ricordi e nostalgia che si annidano in ogni parola detta e non detta. Parole pesanti. Parole che nascondono un pezzo del loro mondo, un pezzo di passato e che nascondono anche un pezzo di futuro. Parole che si mischiano tra loro, che si uniscono e che, a volte, si confondono. Sembrano simili l’una all’altra. Parole che si aggrovigliano.

Ma è in questo aggrovigliarsi che si nasconde l’essenza di ogni parola. Di ogni pensiero, di ogni momento vissuto. In ogni loro parola si nasconde un pianto, una risata.

Si nascondono venticinque anni. Una vita vissuta insieme. Un nodo sottile che, nascosto tra le loro parole, è destinato a non sciogliersi mai.

SCHEDA  TECNICA  E  ARTISTICA

Da un’idea di: Nicola Mariconda
Regia: Massimiliano Foà
Adattamento: Nicola Mariconda
Attori: Nicola Mariconda, Rossella Massari
Durata: 50 minuti
Musiche originali: Massimo Cordovani
Foto: Arianna Ricciardi
Montaggio e smontaggio: rapidi
Spazio tecnico: min 6×5 metri
Esigenze tecniche: Consolle luci e Impianto audio (mixer, amplificatore, casse)
Oggetti di scena: sedia, gessetti
Esigenze particolari: Fondale rigido – Regia luci e prova tecnica 30 minuti prima dell’esibizione
Tecniche usate: Teatro d’attore
Utenza: per tutti, dai 14 anni

Donne che corrono

Corrono le Donne libere dei paesi cosiddetti evoluti. Corrono tra bisturi e silicone, tra giovinezze, magrezze, imperfezioni, diete e make-up. Corrono inciampando e neppure si accorgono di inciampare nelle loro stesse carni, nella pelle che si rifiuta di diventare plastica, nei loro stessi desideri scomposti. Corrono come tante ballerine per avere la parte nello show della loro vita che sarebbe già loro, ma sembra che nessuno glielo abbia detto. Ah, che terribile dimenticanza… E corrono disperatamente le Donne schiave e oppresse nei paesi cosiddetti arretrati, inseguite da stoffe, versi, lame, pietre, acidi e paure. Le Donne devono correre, devono saltare, schivare, imparare a nascondersi, a fingere e a morire senza morire. Le Donne corrono nelle strade e nelle storie. Nelle città e nelle poesie. Nelle verità e nelle menzogne. Corrono senza riposo.

Davanti a loro c’è questa incredibile strada fatta di conoscenza e speranza che si trasmettono di bocca in bocca, di sguardo in sguardo, di mano in mano. Le vere Donne corrono lungo orli di gonne e ricami e favole e nessuno le vede se non vogliono essere viste, nessuno le sente. Non hanno dimenticato chi sono, non hanno paura di esserlo. Corrono tra perline colorate e pagine di libri o magari si nascondono dietro immagini stinte o troppo colorate, possono apparire insignificanti o sembrare Imperatrici, comunque sono loro. Le Donne. Corrono come lupi di notte nel bosco, con il fiato corto, con il dolore nel petto per la fatica. Corrono consapevolmente. Le più Vecchie aspettano le più Giovani sotto Alberi Antichi e tramandano canti, nonostante tutto, e ancora insegnano come si corre. E le Donne continuano a correre, senza fermarsi. C’è una frontiera da superare, un’altra ancora. Non ci arrenderemo mai.

SINOSSI

Donne che corrono è uno spettacolo che indaga l’universo femminile. Due donne si incontrano contendendosi lo stesso spazio vitale. Attraversando tutte le fasi della loro vita passano dalla sfida all’abbandono, dal giudizio subito alla non accettazione di sé. Inizialmente in lotta tra loro giungono ad un reale confronto solo a seguito della presa di coscienza dell’apertura all’altro, dell’accettazione della diversità grazie al mettere al nudo se stessi, fisicamente e mentalmente, spogliandosi dai ruoli sociali, dagli stereotipi di genere, da una realtà che impone il dogma della dualità come unico metro di confronto. Ma questo non è facile. Testi e opere di riferimento: Donne che corrono con i lupi di Clarissa Pinkola Estes; Barbablu di Pina Baush; Aspettando Godot di S. Beckett e le poesie dell’esilio di B. Brecht.

SCHEDA  TECNICA  E  ARTISTICA

Testo: JayBlue
Regia: Massimiliano Foà
Attori: Rossella Massari, Arianna Ricciardi
Disegno Luci: Jessica Festa
Durata: 45 minuti
Montaggio e smontaggio: rapidi
Impianto luci: Min. 9pc da 500 – Gelatina ghiaccio, rossa, blu
Spazio tecnico: min 6×5 metri
Esigenze tecniche: Consolle luci e Impianto audio (mixer, amplificatore, casse)
Oggetti di scena: foglie, rami, abiti
Esigenze particolari: Fondale rigido – Regia luci e prova tecnica 90 minuti prima dell’esibizione
Tecniche usate: Teatro d’attore e teatro danza
Utenza: per tutti, dai 14 anni

Un Buffo riadattamento di tre Misteri

Liberamente tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo

Questo progetto è stato ideato e realizzato dall’attore campano Nicola Mariconda, che rielabora e riscrive, servendosi di altri dialetti, tre testi tratti da “Mistero Buffo” di Dario Fo, tre Giullarate:
– La Nascita Del Giullare
– Il Cieco e lo Storpio
– Il Primo Miracolo di Gesù Bambino

«Mistero» è il termine usato già nel II, III secolo dopo Cristo per indicare uno spettacolo, una rappresentazione sacra. Ancora oggi, durante la messa, sentiamo il sacerdote che declama: «Nel primo mistero glorioso… nel secondo mistero…», e via dicendo. Mistero sta dunque per: rappresentazione sacra; Mistero Buffo vuol dire: spettacolo grottesco.
Chi ha inventato il Mistero Buffo è stato il popolo.
Fin dai primi secoli dopo Cristo il popolo si divertiva, e non era solo un divertimento, a muovere, a giocare, come si diceva, spettacoli in forma ironico-grottesca, proprio perché per il popolo, il teatro, specie il teatro grottesco, è sempre stato il mezzo primo d’espressione, di comunicazione, ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. Il teatro era il giornale parlato e drammatizzato del popolo.
Ma come chiarisce Dario Fo il giullare, cioè l’attore comico popolare del Medioevo non si buttava a sbeffeggiare la religione, Dio e i santi ma aveva l’intento di denunciare in chiave comica le manovre furbesche di coloro che, approfittando della religione e del sacro, si facevano gli affari propri.

SINOSSI

Il “Buffo riadattamento di tre Misteri” ritrova il filone narrativo/teatrale che Dario Fo ha lanciato negli anni ’60; Nicola Mariconda attraverso una danza grottesca di bizzarri personaggi, con voci e suoni di dialetti vicini e lontani, riprende i temi centrali dell’opera: la presa di coscienza dell’esistenza di una cultura popolare, la condanna diretta dell’abuso di potere ed il riconoscimento della dignità del lavoratore e dell’essere umano. Argomenti che prendono vita in una particolare situazione sociale e politica come quella degli anni ’60 e che nella condizione attuale tornano con urgenza e rinnovata veemenza.

“Impara a ridere! A tramutare anche il terrore in risata… Fa che tutti sbottino in gran risate…così che ridendo ogni paura si sciolga!”

Alla fine dello spettacolo studenti e docenti avranno la possibilità di incontrare e conversare con l’attore sui temi affrontati e sull’opera stessa.
Inoltre, come da tradizione, lo spettacolo sarà corredato da un utile pacchetto didattico fornito ai docenti al momento della prenotazione in modo da consentire una più piena fruizione da parte degli studenti.

SCHEDA TECNICA E ARTISTICA

Adattamento e Regia: Nicola Mariconda
Aiuto regia: Armando Granato
Attore: Nicola Mariconda
Durata: 50 minuti
Costumista: Assunta Martucci
Consulenza musicale: Giovanni Aufiero
Foto di scena: Rossella Massari
Spazio scenico: 6 x 4 mt.
Luci: Min. 9 pc da 500 – Gelatina ghiaccio, rossa, blu. Consolle luci e Impianto audio (mixer, amplificatore, casse).
Audio: impianto audio (mixer 4 canali, 2 casse) n.1 microfono ad archetto
Utenza: Vasto pubblico, soprattutto quello popolare. Ragazzi di scuole medie inferiori e superiori