ONLINE WITH SHAKESPEARE.
 Laboratorio Teatrale online condotto da Michele Schiano di Cola

👉QUANDO:
Dal 11 Maggio al 1 Giugno (Primo modulo su Amleto);
Dal 8 al 29 Giugno (Secondo modulo su Otello)
👉DOVE:
Piattaforma zoom (il link verrà fornito il giorno prima dell’inizio degli incontri)
👉COSTO:
60,00 euro a modulo – 100,00 euro entrambi i moduli
50,00 euro a modulo – 80,00 euro per entrambi i moduli (per gli iscritti a Verinicefresca Teatro)
👉laboratorio aperto a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, a tutti i curiosi, allievi attori e non, appassionati di teatro o di Shakespeare
👉INFO:
liberospaziodarte@gmail.com oppure chiamaci al 3283766303 – 351-1900787
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⭕Se Shakespeare fosse ancora in giro, oggi scriverebbe sceneggiature per la tivvù.
I grandi capolavori sono eterni, sopravvivono a guerre, pandemie, catastrofi, totalitarismi, censure, ignoranza, in buona sostanza, sopravvivono all’uomo, perché raccontano le sue contraddizioni, le sue fragilità, i suoi bisogni e desideri, le sue paure; L’essere umano, cambia, si evolve, si trasforma, ma in buona sostanza, è sempre uguale a sé stesso. Shakespeare, più di ogni altro, ha avuto la capacità di raccontare l’umanità in tutte le sue sfaccettature, rendendo il suo presente, assoluto ed eterno. Ma Shakespeare, parlava del suo presente, attingendo da fatti di cronaca, situazioni politiche, racconti appresi nella locanda etc, e camuffandolo da esotico, o favolistico, lo rendeva lontano, lo rendeva altrove, così che il pubblico potesse ridere e piangere di sé stesso, ma senza accorgersene, se non quando ormai i giochi erano fatti. Il teatro di Shakespeare, è in buona sostanza, un teatro popolare, capace di sedurre il pubblico, attraverso una storia, di affascinarlo, di emozionarlo, di divertirlo, in parole povere, di farlo tornare in teatro per la successiva rappresentazione; Shakespeare, ha bisogno del pubblico, per fare cassa, per produrre nuove opere; Non prendeva fondi ministeriali, dunque la sua sopravvivenza, sua , di chi gli stava intorno, e del teatro stesso, dipendeva dalla sua capacità di attirare il pubblico, di stabilire un ponte comunicativo, non poteva, come tanto teatro contemporaneo, ignorarlo. Shakespeare non puntava all’immortalità. Raccontava bensì di carne, sangue, violenza, potere, amore, sesso, tradimenti, morte, etc etc etc etc etc etc… non voleva rimanere ai posteri, voleva che la gente ritornasse a vedere il prossimo spettacolo! Poi era il più grande genio del Teatro di tutti i tempi, e quindi sapeva farlo con una poesia disarmante, spiazzante per la sua bellezza, che lo ha reso immortale. Sono sicuro, che se Shakespeare fosse ancora in giro, non ignorerebbe il presente, anzi lo racconterebbe con i mezzi che questo tempo gli fornisce, probabilmente oggi scriverebbe sceneggiature per la tivvù, sarebbe on line!
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⭕TO BE IN RELATIONSHIP WITH SHAKESPEARE
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📍LE PREMESSE: per un teatro di relazione. L’indagine che mi interessa affrontare verte allo scardinamento dei principi che fondano un teatro di rappresentazione, il cui fulcro è la descrizione del testo, delle sue dinamiche, dei suoi personaggi. L’attore finisce, in questo contesto, per indicare gli stati d’animo e i pensieri e le emozioni dei personaggi, per descriverli, e per riferire le parole del testo; ne consegue un appiattimento dei personaggi ad una sciocca bidimensionalità; e vittima di una preesistente idea registica, l’attore castra la propria creatività per approcciarsi con pregiudizio al lavoro, diventando un esecutore. Ciò che mi interessa è indagare l’umano, nelle sue contraddizioni e fragilità. Ciò che mi interessa è la persona! In un teatro di relazione, il centro è l’attore. L’attore scevro dai pregiudizi, libero dai pudori, idiota nell’incarnare la propria umanità. Insomma l’attore che, mette a disposizione il proprio corpo, le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri pensieri; in una parola la propria vita, lasciandosi attraversare dal testo, lasciandosi vivere dal testo. Principio fondante di un teatro di relazione è l’ascolto. L’ascolto è una condizione di apertura, necessaria, per lasciarsi suonare dal testo, dal proprio compagno di scena, da se stessi. Ponendosi in una condizione di ascolto, l’attore può digerire le parole del testo, assimilarne le dinamiche, viverne gli stati d’animo, i flussi di pensiero e le sensazione, e restituirle in maniera organica e con verità alla scena; compiendo attraverso la propria compromissione psico-emotiva, attivata attraverso l’altro il miracolo dell’hic et nunc. Solo se l’attore è qui ed ora può fare accadere, può essere e non rappresentare . L’accadimento è l’altro principio fondante di un teatro di relazione; un teatro il cui centro è l’attore (actor-oris, der.. di agere: agire).
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📍I CONTENUTI: amore, contraddizioni dell’animo umano. I materiali di riferimento sono i grandi capolavori di Shakespeare: Sogno di una notte di mezza estate, Romeo e Giulietta, Macbeth, Riccardo III, Antonio e Cleopatra, Otello, Amleto. Il fuoco della prospettiva di indagine è l’amore, nelle sue contraddizioni e fragilità, nelle sue sfaccettature più disparate, nel suo generarsi e nelle sue degenerazioni. A partire dall’amore inteso come un gioco sensuale e divertente, passando per l’amore profondo, che può facilmente, attraverso l’amore morboso (e le sue dipendenze), degenerare in amore perverso (con le conseguenti relazioni di potere), e se diventa amore tradito, può facilmente condurre alla morte.
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📍GLI OBIETTIVI: indagare sé stessi attraverso Shakespeare Per restituire Shakespeare, non è sufficiente riferire il testo. Bisogna incarnarlo. Indagare sulla complessità e sulla fragilità delle relazioni presenti in un testo, significa scavare dentro se stessi, e vomitare fuori, senza giudizio ogni singolo frammento della propria persona. Significa ascoltare l’altro ed essere permeabili all’altro, ossia mutare sé stessi, attraverso l’altro, per raggiungere l’altro da-sé
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📍LE MODALITA’ DI SVOLGIMENTO: indagare Shakespeare attraverso sé stessi 1° fase:Analisi del testo, delle dinamiche, delle relazioni, degli stati psico-emotivi 2°fase: Improvvisazioni, partendo da sé in relazione con l’altro, dal proprio bagaglio, dal proprio linguaggio per interiorizzare e rendere organiche le dinamiche, le relazioni, gli stati psico-emotivi analizzati 3°fase: Studio del verso e della parola shakespeariana. 4°fase: Indagine sulla messa in scena e formalizzazione, rendendo nella verità dell’hic et nunc il testo nella sua organicità, nelle sue dinamiche, nelle sue relazioni, nei suoi stati psico-emotivi, attraverso le sue stesse parole e le azioni da esse prodotte
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📍GLI APPUNTAMENTI
1. AMLETO 11-18-25 maggio – 1giugno dalle 20.30 alle 22.30
2. OTELLO 8-15-22-29 giugno dalle 20.30 alle 22.30
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⭕MICHELE SCHIANO DI COLA (Attore, Regista)
Nasce a Napoli nel 1982. Si diploma presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi; Prosegue la sua formazione frequentando una Masterclass presso il teatro Eliseo di Roma, La Nouvelle Ecole des Maîtres diretta da Franco Quadri, il corso di perfezionamento per attori professionisti del Mercadante Teatro Stabile di Napoli diretto da Luca De Filippo.E’ diretto, in Italia dai registi: Valerio Binasco, Teresa Ludovico, Jurij Ferrini, Mario Martone, Mauro Avogadro, Davide Iodice, Mimmo Borrelli, Claudio Longhi, Claudio Autelli;
In diverse produzioni internazionali è diretto da: Bruce Myers, Matthew Lenton, Guy Delamotte, Gerard Watkins, Victor Alimpiev, Marian Zunin. Recita con: Paolo Bonacelli, Natalino Balasso, Franco Branciaroli, Massimo Popolizio, Neri Marcorè, Renato Carpentieri, Carlo Croccolo, Warner Bentivegna, Bob Marchese, Marcello Bartoli. Nel corso degli anni collabora con alcuni dei maggiori teatri nazionali e internazionali: Teatro Kismet Abeliano Teatri di Bari T.R.I.C., La Corte Ospitale di Rubiera, Panta Théâtre di Caen, Institut Français Italia, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro Giacosa di Ivrea, Fondazione Pontedera Teatro, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Fondazione Campania dei Festival/Napoli Teatro Festival Italia, Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique-CREPA(CFWB/Belgique), La Comédie de Reims, centre dramatique national (France), Direcção-Geral dasArtes (Portugal),Teatro Nacional D. Maria II (Portugal), Teatro Litta, Teatro CRT, Mercadante Teatro Stabile di Napoli, Teatro Eliseo di Roma, Fondazione Teatro Metastasio di Prato, Biennale di Venezia, Fondazione Teatro Stabile di Torino.
Per il Napoli Teatro Festival cura nel 2018 la regia del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, prodotto da Teatri di Bari, andato in scena nella sezione Nazionale del festival stesso al Teatro Bellini di Napoli e attualmente in tournée.

2021-04-23T18:55:24+00:00 aprile 23rd, 2021|Senza categoria|