TEATRO: AFFERMAZIONE COLLETTIVA – Numeri Difettosi
REGIA DI ROBERTA PRISCO
TEATRO TEDÉR – TEATRO DEL RIMEDIO
11 LUGLIO 2025, ORE 20:00
Il progetto
Il regista e scenografo Ondřej Štefaňák propone un workshop durante il quale i partecipanti co-creeranno una breve produzione teatrale basata su una sceneggiatura collettiva. L’obiettivo è quello di introdurre i partecipanti alla creazione di uno spettacolo teatrale. Il workshop sarà suddiviso in diverse parti, che guideranno i partecipanti attraverso le diverse fasi di preparazione della produzione teatrale, consentendo loro di familiarizzare con le singole componenti teatrali. Le singole parti del workshop saranno suddivise in creazione di un testo originale, laboratorio artistico e musicale e successivo training di recitazione.
Da questo percorso, nato in seno al progetto QUARTIERI DI VITA 2024, nasce uno spettacolo scritto e diretto da Roberta Prisco, per i ragazzi di Vernicefresca.
“NUMERI DIFETTOSI”
Un cubo asettico, il Centro di Cura Emotiva dell’EDEN RAZIONALE, dove dieci ragazzi sono reclusi per essere “corretti”: la loro paura è un virus da estirpare. Indossano tute bianche con numeri sul petto. I nomi sono proibiti.
I personaggi, inizialmente divisi dal disprezzo reciproco e dalla negazione delle proprie fragilità, vengono sottoposti a terapie coercitive che li spingono a dichiarare falsa sicurezza (“la forza è virtù“). Ma quando uno di loro viola il protocollo e scatena una punizione collettiva i ragazzi decidono di ribellarsi, sabotando il sistema per trasmettere un messaggio alla città: la paura è l’ultimo baluardo dell’umanità. I Corpi si muovono come un’entità unica, resistendo alla repressione mentre i loro volti compaiono sugli schermi della città. Gridano al mondo che senza emozioni non c’è libertà, solo schiavitù.
Regia essenziale, fisica e corale – Lo spettacolo si basa sul movimento dei corpi e sulla relazione tra i personaggi, con un linguaggio scenico che alterna azioni sincronizzate, contrasti dinamici e cori spezzati. Le transizioni tra le scene sono fluide, quasi coreografiche, e la luce diventa un personaggio a sé stante, modellando lo spazio come una gabbia claustrofobica.
– Corpo e controllo: i numeri stampati sulle tute simboleggiano la cancellazione dell’identità. La regia esalta la fisicità come resistenza (lotte, cadute, gesti di sostegno).
– Paura come rivolta: la vulnerabilità diventa un atto politico. Le confessioni sono intime e universali insieme.
– Coro e individuo: il gruppo oscilla tra conflitto e unità, con passaggi dal dialogo serrato al movimento sincronizzato.